Un paio di settimane fa ho partecipato, nientepopodimenoche in veste di MODELLO (avete capito bene signore e signori!!), ad un evento che ha coniugato moda con beneficenza: il progetto I AM THE FUTURE. Probabilmente tutti saprete già di che cosa sto parlando, perché è stato raccontato e descritto in ogni minimo particolare su diversi blog compreso quello della madrina della serata Irene Colzi di Irene’s Closet.
Non è infatti sul resoconto della serata che mi voglio concentrare, né tantomeno sulla mia falcata da modello provetto in passerella, ma piuttosto su due dei parecchi designers che si sono esibiti durante l’evento: JESU’ LA FRENCH e WENDY IN WONDERLAND.
Al primo sono particolarmente affezionato, con il secondo è stato amore a prima vista.
JesùLaFrench è un progetto assolutamente indipendente e per ora autofinanziato. Ma a noi, come dire, ci piacciono gli intrepidi.
Essenzialmente la collezione si basa sul capo iconico per eccellenza: la t-shirt bianca by American Apparel. Fin qui niente di strano. Ma voi dovreste vedere le stampe: liberamente ispirate alla mitica cultura Pop e all’universo glitterato della Queer Culture. E come se non bastasse, le T-shirts sono assolutamente Made in Italy e, udite udite, disponibili sono in limited edition, ergo in piccole quantità per quei pochi fortunatissimi che decidono di allontanarsi dalla massa e di indossare un capo che sono più che certi di non ritrovarsi addosso ad un altro tizio nello stesso ristorante.
Per IAMTHEFUTURE poi, Michele Moricci, la mente creativa che sta dietro a JesùLaFrench, ha tirato appositamente fuori dal suo magico cilindro una special capsule collection che non è certo da meno in quanto ad irriverenza rispetto alla precedente collezione.

Dall’unione invece di favole del calibro di Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie nasce il brand Wendy in Wonderland, dietro al quale si cela una ragazza dolce ed intrepida almeno quanto le protagoniste di queste meravigliose storie: Benedetta Mariotti.
Diplomata in fashion design all’Istituto Marangoni di Milano, immediatamente dopo gli studi Benedetta si affaccia al mondo del lavoro, prestando il suo genio a diverse aziende di calzature. Ma ecco spuntare nella sua testa l’idea di creare una linea tutta sua nella quale sfogare il suo estro, Wendy in Wonderland per l’appunto. Maglieria in pregiata lana e cashmere con toppe e applicazioni hanno caratterizzato la collezione invernale, ma sono gli accessori che hanno catturato la mia attenzione: borse e pochette prodotte in pezzi unici con foulard vintage dalle mille fantasie. E poi ancora bracciali in strisce di suède con veri e propri bulloni dorati e chiusura a calamita. Una vera forza della natura, se pensate che fa tutto completamente da sola e in maniera indipendente lavorando a volte anche sul tavolo da lavoro più grande che ci sia: il pavimento di casa.
Tutt’altra musica per la Spring/Summer collection che è più allegra e vivace e fa meglio trasparire quella che è l’indole della designer: t-shirt e abiti con frange e rouches colorate che rendono unico anche il più semplice degli outfit e che rivediamo anche nella capsule collection creata per beneficenza in occasione di I AM THE FUTURE.



L’evento benefico fiorentino non poteva dunque utilizzare nome migliore, proprio a sottolineare il fatto che è ora di lasciare spazio a nuovi volti e a nuove idee, dando loro la possibilità di farsi conoscere e magari anche un tavolo da lavoro che non sia il pavimento di casa.

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