Si sta concludendo in queste ore l’edizione 2013 del Gay Pride, tenutosi quest’anno tra le assolate strade del capoluogo siciliano. Un tripudio di colori, musica, allegria e spontaneità hanno animato il pittoresco corteo sfilato ieri pomeriggio per le vie cittadine.

Oltre ad essere stato un grande evento mediatico e socio-democratico, che ha riscosso le simpatie e l’accoglienza della cittadinanza, intervenuta in massa con applausi e viva partecipazione – anche famiglie e coppie etero – la comunità LGBT ha dimostrato di essere depositaria di un linguaggio universale che interessa diritti umani, libertà di espressione e moda. Si, moda.

Quanto ha attinto la moda dal panorama gay? Tantissimo, perché nessuna forma artistica è più androgina  del fashion design e le recenti settimane della moda ce ne danno la conferma.

L’uomo e la donna di oggi, possono indossare con orgoglio un’infinita varietà di capi e colori, estrapolati dai reciproci guardaroba,  senza rischio che venga compromessa la percezione esterna della propria identità sessuale, o forse si, ma la moda è anche questo: curiosità e gioco.

L’emancipazione omosessuale è  quindi complice di un ribaltamento dei  linguaggi figurativi di genere, orientati ormai  verso nuove frontiere e possibili rivisitazioni che mai come oggi appaiono attuali, moderni and proud.

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