Tribù indiana molto conosciuta in America, i Navajo “prestano” contro il loro volere il nome ad un nuovo tormentone in fatto di patterns in quest’estate 2012.

Uno stile etnico, con colori che richiamano la terra partendo dal rosso e il giallo e arrivando al blu e al verde. A tratti folk, con piume, perline e frange che fanno capolino nelle metropoli, creando quell’aurea da nativo americano in mezzo ai frenetici outfit urban.

Ma lo stile “Navajo” non è solo riferito agli abiti, ma è sopratutto rivolto agli accessori.

Nell’era del “chi più braccialetti ha, più ne mostri”, i colori e le geometrie a zig-zag e triangolari sono i veri protagonisti di questo stile etno-urban.
Ma se da una parte questa filosofia modaiola si allarga a macchia d’olio, dall’altra sono proprio i nativi americani che lottano contro di essa, messa in commercio dal brand americano “Urban Outfitters” e accusata di offendere in maniera palese con accenni al razzismo la tribù, attraverso creazione di finti acchiappasogni e finte decorazioni navajo.
Questa lotta tra indiani e americani in ambito moda va avanti dal 2011. Quel che è certo è che la moda scruta, apprende e rielabora tutto e si sa, il revival è quasi assicurato.
Quindi mi chiedo: per tagliare la testa al toro ed evitare queste spiacevoli appropriazioni di identità, queste lotte continue  tra consumismo e culture, non sarebbe più semplice creare dei nuovi termini che possano rimandare all’idea stilistica?
Ma la risposta haimè, è solo una: è tutta colpa della frenesia della moda.

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