«Di Londra mi piace il mistero. Hai sempre l’impressione che dietro la facciata tranquilla dei suoi edifici e delle sue vie succeda qualcosa. Anzi, qui pare proprio che tutto sia possibile, quando si parla di creatività. La mia esperienza lo dimostra»
A parlare è il ventinovenne canadese Mark Fast, londoner adottivo dal 2003: prima come studente del glorioso Central Saint Martin’s College of Art and Design, poi come designer indipendente. Grazie alla sua specializzazione in knitwear, Fast ha suscitato un enorme interesse tra gli appassionati del settore, per le particolari forme che riesce a dare ai capi di abbigliamento e, si è ritagliato un originale spazio tra i suoi colleghi designer, tanto da firmare un’interessante collaborazione. Si tratta della capsule collection appena disegnata per Pinko, 50 pezzi di maglieria e tessuto stretch, ma non solo, in vendita da fine dicembre nei maggiori store europei – tra cui Milano, Napoli, Londra, Parigi e Anversa).
Questa unione tra lo specialista della maglia che crea i suoi abiti a mano su una vecchia macchina e un marchio come Pinko cresciuto dai piccoli numeri ai grandi fatturati, mi appare insolita. Ma come tutte le unioni strane è destinata a funzionare..

Alcune creazioni di Mark Fast presentati a settembre alla London Fashion Week..

La collezione, come dice Pietro Nagra, creatore di Pinko, sarà  femminile, sensuale e sottilmente trasgressiva.

Mark Fast è solito  far sfilare modelle “plus size” insieme a modelle “normal size”. Dunque i suoi abiti si declinano su ogni taglia, modellandosi sulle curve di chi li indossa, in questo modo ogni abito è unico e personale, un mix di carattere e stile.

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