Partiamo col definire l’origine del rosa: un colore ottenuto dal miscelamento del rosso e del bianco, in teoria descritto come colore della gamma del rosso perchè si tratterebbe di una tonalità chiara e desaturata. Delicato e naturale, il rosa è simbolo di amore e dolcezza e un utilizzo spropositato può essere considerato infantile. Ma voglio specificare: quel rosa impalpabile e sussurrato, la nuance più amata della stagione non ha nulla a che vedere con il Candy Pink al profumo di celluloide di Barbie nè con il rosa Shocking inventato dalla stilista Elsa Schiaparelli negli anni Trenta e usato per le sue mantelle con enormi soli ricamati in oro sulla schiena. Qui si parla, invece, di un velo “poudre” proprio come la cipria, di origine cinese che a partire dal XV secolo veniva utilizzato come colorante per capelli, imponendone l’uso per parrucche maschili e femminili e per capelli naturali fino alla Rivoluzione Francese. Da allora in poi, divenne il prodotto di cosmesi più utilizzato allo scopo di far apparire le donne più belle e più curate tanto che, agli inizi del ‘900, nacque una vera e propria industria legata alla produzione di contenitori di cipria. Ciò che conteneva il prodotto doveva essere invitante quanto il prodotto stesso, tanto che i contenitori venivano ideati da artisti e disegnatori. Nel design delle scatole di cipria riflettono i periodi storici come la pura Art Decò degli anni ’20 o ispirazione Liberty, in scatole di latta, in cartone o bachelite. Oggi stilisti, designers ed esperti del new media la applicano con un pennellone a setole finissime alla creatività di questa primavera e di tutto il prossimo inverno. Così abiti, borsette, gioielli, scarpe, e in più oggetti quotidiani come divanetti, attrezzi dal balconaggio, telefonini, biciclette, subiscono un’incipriatura tenera e soave. Almeno in apparenza, in quanto questa nuance di rosa cosmetico è meno “girlie” di quanto sembri: più che ballerine in tutù destinate ad attraversare la loro vita in punta di piedi come farfalle in tulle, è per ragazze vincenti di ogni età che affrontano la loro vita con l’energia delle rockstar.

Ieri, avremmo potuto dire che una di quelle ragazze che vedeva la sua vita attraverso lenti “new pink” era la regina francese Maria Antonietta, anche nella versione immaginata dalla regista Sofia Coppola. Lei, fashionista ante litteram, era un’esperta della maniera di portare le tinte pastello. Nel 1969, Audrey Hepburn si sposò in rosa e dichiarò: “Io credo nel rosa, nell’essere forti quando tutto va male. Credo che le ragazze felici siano le più belle”. Citazione che fu successivamente adottata dal brand Closed per il suo look ottimista . Oggi invece, l’icona prescelta è l’eterna irriverente Kate Moss, che un po’ di tempo fa per l’aspetto “alternative” veniva associata al movimento grunge promosso da band come i Nirvana mentre oggi, ragazza con una intrigante maturità diviene regina dello stile, mischiando il nero con il rosa confetto. Ancora, tanto per restare in Inghilterra, la regina Elisabetta II, non ha mai nascosto di amare i colorini, anche se vederla in rosè acquerellato fa comunque un certo effetto.

Le tendenze proposte dagli stilisti evidenziano diverse tonalità del rosa pastello. A partire da Paul Smith con il suo look-manifesto della “rositudine: pantaloni con la riga, mocassini a disegnini cravatta, camicia a righe. L’insostituibile Miuccia Prada ha lanciato una lezione di dolcezza a modo suo con cappottini-gioiello stampati a macchinine, bag confettate stile anni ’50, tubini in chiffon nude look con orli “incendiati” dalle fiammate del motore (per rivedere la tendenza Prada andate a leggere lo scorso articolo “Toglietemi tutto ma non le mie scarpe. Parte Seconda” a questo link). La stilista con questa collezione vuole mettere in discussione la nozione di sweetness, spesso percepita in modo errato, seppur sia una delle qualità più belle di una donna. Per l’inverno 2013, Jil Sander lancia la teoria dei cappottini cocoon in tonalità rosa acquerello, appena temprata da una nota grigia, irresistibile come un’alba nordica. Rosa anche da Dior che gioca su linee iperfemminili citando il New Look.

Il rosa conquista anche il web e in particolar modo le fashion blogger come Tavi Gevinson, la baby guru di thestylerookie.com che si fotografa avvolta da una nuvola di pelliccia zuccherosa. L’inaspettata parigina Garance Doré, con i suoi trent’anni e più, invita a provare il light pink abbinato al khaki, suscitando scalpore per aver proposto una tonalità baby in versione adulta, rubando l’idea agli espositori di fondotinta e fard nelle profumerie. La britannica Susie Lau di stylebubble.co.uk dichiara che negare gli abiti romantici sia un reato, una auto-rinuncia alla femminilità.

In conclusione, il rosa  che abbiamo descritto è senza dubbio una nuance semplice da abbinare e adatto ad ogni occasione, versatile sia di giorno che di sera. Romantico e femminile se accostato a colori come il bianco e l’avorio, di classe e mai lezioso se abbinato a tinte più scure, in particolar modo al nero insieme a dettagli come borchie o frange grazie alle quali può diventare un rock soft o più grunge con T-shirt da applicazioni ispirate alla natura o al mondo delle farfalle, rigorosamente borchiate e short in denim con elementi dorati. Per chi ama il look bon ton il colore rosa su una gonna in chiffon con morbidi volant o pantaloni ultra skinny, abbinati con un paio di ballerine: per donne raffinate ma sempre attente alle tendenze. Anche la sera si tinge di rosa: abiti in stretch, tessuti plissettati e body in pizzo che esaltano le forme femminili e che danno un effetto vedo-non vedo. Tutto all’insegna del romanticismo, del mistero, del fascino, di un mix di femminilità e aggressività, di innocenza ma anche di intraprendenza: tutte ottime qualità per essere una donna vincente.

Unknown source

Unisex Outlet 468x60