Opere d’arte, emozioni di una notte d’estate

Le opere sono posate sulle pareti come negli angoli più reconditi della mente, sono fissate da leggerezza e trasparenza, immagini , ma anche ricordi, racconti fantastici nei quali gli occhi e il cuore di Simone Mencherini si sono fissati, posati con leggerezza come farfalle, uno sbattere di ali….e il prodigio si compie.

Palazzo Vecchio, Cortile di Michelozzo, pietre, metalli preziosi, foglie e materiali incredibili, unici per il mondo dell’oreficeria, adorna con collane fantastiche busti in fildiferro, bracciali come nastri, spille come voli d’uccelli, usa la terracotta come fosse un brillante più prezioso, crea delle forme che ti avvolgono, ti seducono lasciandoti sorpreso da tanta leggerezza, insolita in un materiale usato per i pavimenti di cotto delle nostre case toscane, lo esalta, rendendolo primo attore per un romanzo d’amore, perché è l’amore che scalda il cuore dell’orafo toscano, l’Impruneta, paesino vicino a Firenze; la sua è una formazione creata da un mix di culture, e sicuramente sia Firenze che il borgo toscano dell’Impruneta ne hanno forgiato una formazione affascinante, un mix di ricordi, dai grandi cesellatori rinascimentali, il Cellini, che si intrinsecano in ricordi, l’aia assolata, i cancelli delle ville toscane ornati dal glicine in fiore, i giochi dei ragazzi, una passione, gli stage in giro per il mondo, imparare per poi successivamente creare…e dalle mani di questo orafo colto vengono fuori, come flash back, tutti i suoi ricordi, le rane, i girasoli, fiori e animali, foglie, pampini d’uva e Mencherini li plasma a suo piacimento, vivendoli, animandoli, le pietre preziose e l’oro sono un mezzo e non un fine, usa le pietre preziose per fare un racconto, della sua vita…..davanti al compratore se ne distacca con dispiacere, sono le sue creature, ma anche con gioia esalta la bellezza delle sue tante clienti, sparse per il mondo, che lo vengono a ricercare in questo fazzoletto di mondo fatato, all’Impruneta, ogni sua creatura è unica!!!!

Fra antichi orci di terracotta e filari di viti, in paese la terra rossa che la fa da padrone, Mencherini è quasi stupito che dalle sue mani esca tutto il suo immaginario di ragazzo, il suo è un gioco, magnifico, l’evoluzione del pensiero, in quanto è artista “alla ricerca del tempo perduto”, come se nel mitico dolcetto francese, la proustiana madeleine, si ritrovassero tutti i suoi sogni, il ragazzo dei giochi sull’aia, trasformando i ricordi in realtà, l’evoluzione della fantasia, fissata nei suoi gioielli.

Crediti fotografici: Fabrizio Gaeta

Press: Cristina Vannuzzi Landini

Source: press

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