E’ una perfetta rock star l’uomo immaginato da Maurizio Modica e Pier Francesco Gigliotti per la prossima stagione invernale.
Un musicista bello e dannato con tanto di borchie -dappertutto- ed ombretto sotto agli occhi.
Va in scena un rumoroso concerto sulla passerella di Frankie Morello. O perlomeno per la prima parte di sfilata.
Nero e grigio dovunque, su maglioni e completi bicolore degradé ornati con borchie di ogni genere e spuntoni applicati anche ai lati dei pantaloni. Tutto volutamente troppo carico, esagerato.




Poi un parka blu elettrico irrompe in passerella e segna pian piano il passaggio ad un uomo più bohémienne, come se ci fosse una trasformazione prima e dopo la giornata di lavoro, come se dopo tutte le fatiche giornaliere si uscisse dall’ufficio per andare a dedicarsi alla cura del corpo e della mente.




Invece è qualcosa di ancora più profondo. Ed ecco allora che l’uomo Frankie Morello con tanto di Tilaka in fronte inizia la sua metamorfosi di vita che lo porta a rinunciare ai beni materiali per concentrarsi sulle cose veramente importanti, e in passerella finisce per ritrovarsi piano piano con capi più semplici ma ricchi di ricami e decorazioni nei toni caldi che vanno dall’arancio al rosso porpora e al marrone.




Il viaggio mistico porta l’uomo a rinunciare a tutto e a denudarsi completamente di ogni contaminazione superflua terrena, che in passerella è ovviamente rappresentata dall’abbigliamento. E Frankie Morello, questo principio, deve averlo seguito alla lettera.



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