Vi ricordate qualche anno fa quando ancora il plateau era solo un ricordo degli anni ’70 o un must have per drug queen? Beh quegli anni non sono mai stati così vicini , perchè proprio quest’anno scendiamo dalle vette più alte per reinfilarci nei buon (si fa per dire) vecchi tacchi bassi.

Tuttavia la domanda sorge ovvia: perché? Perché dopo anni di chilometrici plateau e tacchi a banana guarniti, ornati e impreziositi da pietre colorate, cerniere, fiori di tessuto, polene, borchie, drappeggi, piume, crine di cavallo e chi più ne ha più ne metta torniamo a quelle troppo “normali”, scomode e tristi scarpe da zitella in ufficio? Perché se fino ad ora bastava una “pump” giusta per rinfrescare anche il più squallido dei tubini finito nel dimenticatoio, ora tornare a quei dieci centimetri scarsi che slanciano si, ma non quanto basta per sentirsi fino in fondo glamour.

Louis Vuitton ad esempio con la scusa dei ‘50s le fa sfilare più basse con maxi fiocco piatto a cavallo tra le Givenchy che portava Audrey e le giallissime di Minnie, Valentino ne propone di bassissime in rosa con tanto di cavigliera borchiata mentre Stella McCartney in bicolore rivisto e corretto.

Louis Vuitton - Valentino - Stella McCartney

Louis Vuitton - Valentino - Stella McCartney

C’è da chiedersi dunque se con il passare delle stagioni e quindi delle collezioni salteranno fuori anche gli orridi max pull sformati indossati da Dawson Leery nell’omonima serie, i top corti sopra l’ombelico di Rachel in friends o gli elastici pelosi alla Britney. Perché questi sono gli anni novanta gli stessi anni novanta che fino alla stagione scorsa deridevamo nelle foto di scuola ed oggi li ritroviamo schiaffati in passerella e ai piedi di chissà quale star ai prossimi Academy Awards

90's

90's

Ma ce la faranno le vecchie decolletes a sostituire le nuove platform nei nostri cuori ( e nelle nostre scarpiere)?

Alle prossime stagioni l’ardua sentenza!

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