Il mondo della moda britannica e non solo quello è sotto choc. «Il mondo ha sicuramente perso un giovane di grande talento», ha commentato Giorgio Armani.
Addio ad Alexander McQueen, il pirata della moda ci ha lasciato ieri, 11 Febbraio,  a soli 40 anni,  togliendosi la vita nella sua casa di Green Street nel West End. Il gesto disperato pare sia stato il frutto di una depressione seguita alla scomparsa dell’amatissima madre Joyce (che non manc platea), avvenuta una settimana fa. Il Sun  riferisce che lo stilista, già  nei giorni scorsi,  avrebbe lasciato messaggi dal tono piuttosto preoccupante sulla sua pagina di «Twitter», che ne rivelavano lo stato d’animo molto provato.

La sua vita era già stata segnata da un lutto: tre anni fa si era uccisa Isabella Blow, la prima a credere in lui,  giornalista e guru dello stile, lo aveva scoperto e portato al successo.

Dissacrante, provocatorio, per le sue creazioni sempre sopra le righe si era guadagnato l’appellativo di ‘Hooligan della moda inglese’,  avrebbe dovuto presentare la sua ultima collezione nella settimana della moda di Parigi, il prossimo 9 marzo.

Le sue sfilate erano più che semplici defilè,  erano veri e propri momenti di spettacolo in cui trasformava le modelle in eroine cibernetiche, in domatrici protette da museruole,  divinità gotiche avvolte in abiti la cui sartorialità era indiscussa.

Ha disseminato di teschi accessori di ogni genere,  ha terrorizzato le modelle con le sue Armadillo Shoes più recenti, provocandone  persino uno sciopero.

Lady Gaga invece le ha scelte e sfoggiate per il video di “Bad Romance”,  come lo stilista, anche lei  un’amante delle provocazioni, dei colpi di scena.

Figlio di un tassista dell’East End Alexander McQueen, vero cognome Lee,  inizia la carriera a 16 anni in un prestigioso atelier , dove veste anche il Principe di Galles,  la leggenda narra che  si diverta a scarabocchiare oscenità all’interno delle  fodere degli abiti del principe…già da allora il suo animo dissacrante e anticonformista cercava di emergere.

Lavora con lo stilista giapponese Koji Tatzuno e con Romeo Gigli. Nel ’92 torna a Londra per finire gli studi alla Saint Martin’s School.

Il balzo nella carriera   arriva nel ‘97, quando giovanissimo, appena trentenne viene assunto da Givenchy come direttore creativo. Da quel momento un’escalation di successi, vince per quattro volte il premio “British Designer of the Year” e nel 2001, assunto da Gucci, firma la sua prima collezione.

E’ stato uno stilista controverso ma molto amato,  la regina Elisabetta  nel 2003 lo insignì con il «Commander of the most excellent order», un vero onore, condiviso solo con Sting e con il  chitarrista dei Pink Floyd.

Succede tutte le volte che un artista se ne va, la sensazione è che le passerelle non saranno più le stesse, che un tassello di meravigliosa creatività mancherà,

e ad ogni sfilata, ad ogni stagione,  il pensiero va a loro  e al loro genio creativo indimenticabile.

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